Recensioni “Shakespeare, la donna, il sogno”

Recensione dal Giappone, 5/2/2012 (traduzione)

Intervista a Valerio su “Il Diari” (in friulano) – pdf

Articolo sul nuovo CD “Shakespeare, la donna, il sogno” sul mensile “Corsica” – pdf

“Italian folk-prog ensemble Reverie are certainly an intriguing proposition. Combining the roots of Italian, European and Mediterranean folk music with a more contemporary edge, the band manage to successfully mix the sounds of old with some of the more common sounds of today. (…) There’s no doubt that each member of the band possesses a great deal of musical talent with “Shakespeare, la donna, il sogno” showcasing their ability to play a variety of instruments and create an impressive mix of progressive folk music.”
(da Music Spotlight – Leggi tutto)

“L’eccezione che conferma la regola. Una volta tanto oltrepassiamo di qualche passo lo steccato virtuale che divide la musica leggera da quella colta, e lo facciamo parlando di un ensemble leggermente al di sopra del rango di outsiders. Il sestetto milanese evoca Shakespeare musicando testi di canzoni citate nelle sue opere (O Mistress Mine) e sonetti (Sonetto 130) canta brani in esperanto (la splendida Kiam alvenos la fino), tanto per chiarire subito il livello culturale. Musicalmente andiamo ancora oltre: note di derivazione rinascimentale e folk – scordatevi basso e batteria – tra filologia ed echi progressive. Una rilettura musicale senza tempo che rievoca nomi come i King Crimson del periodo In The Wake Of Poseidon, Gentle Giant e Traffic.”
(Luca Cacciatore – Freequency – novembre 2007)

“(…) Il nostro uomo si fa in quattro per servire del  progressive  all’italiana, alimentato da buone idee, da buoni sentimenti e da buona volontà. (…) Vado ha del talento e quando chiama il suo progetto “Reverie” sa di che cosa parla. I sei brani sono di una tempra progressiva del miglior gusto (…) Da scoprire…”
(Harmonie Magazine n. 36 – Francia)

“Voici donc quatre titres qui s’égrènent en un tout petit quart d’heure durant lequel Rêverie nous présente une musique folk très douce, très melodieuse avec force flûtes, tambourins, clavecins et climats pastoraux très romantiques. Nous sommes ici dans les riantes contrées de Renaissance et du Jethro Tull le plus assagi, avec de zestes de Mike Oldfield dans ses envolées les plus celtiques. (…) Il faut donc nous attendre à un très bel album si les autres compositions sont au niveau de celles proposées ici. Rêverie ne nous trompe pas sur le marchandise, tout est dans le nom: le rêve, la poésie, l’harmonie et la beauté sont au rendez-vous. Vivement Shakespeare, la femme et le rêve afin que le belle aventure continue…”
(Raymond Sérini, da: Harmonie Magazine – Francia, aprile 2008);

“Nell’ascoltare questo demo sembra difficile credere che sia stato concepito tutto da una sola persona. Eppure é così (…) Le ambientazioni ricostruite nei diversi brani spaziano tra sogno e realtà e si traducono in un intreccio di emozioni e sensazioni che permettono all’ascoltatore di esplorare mondi musicali sconosciuti (…)
(Rockit n. 6 – 1999 – Italia)

“(…) Reverie mostra idee sorprendenti e testi immaginifici, in un contesto progessivo/sinfonico italiano del più puro stile (…) Gustiamoci “La joie de vivre” e “Principe di un attimo”  come begli esempi del repertorio cantato di Reverie. E “Intermezzo” e “Forum Julii” come proposte strumentali di marcato interesse (…)
(Atropos Magazine – 11/1998 – Spagna)

“(…) Stilisticamente, Reverie non può essere compreso in una “scuola”: vi sono complessi passaggi sinfonici di tastiere,  attimi che ricordano Mike Oldifield e momenti più classici, atmosfere jazz, folk mediterraneo e spagnolo. Nonostante le disparità stilistiche, il livello delle composizioni é omogeneo (…)
(Progressive Newsletter n. 23, 12/1999 – Germania)

“Ora il talentuoso chitarrista Valerio Vado é riuscito ad ideare ed attuare una formazione nuova di zecca per esprimere liberamente le proprie idee artistiche (…) I Reverie (…) si presentano dal vivo quasi come una big band (…)
(La Provincia di Como – 4.6.1999 – Italia)

“A group that seems to evolved greatly (…) is this Italian band who define their music as “progressive folk”. (…) The beautiful voice of singer mixed with the chamber-like arrangements I could compare well to Sedmina (former Yugoslavia), which is a compliment. Also the last track, “Kiam Alvenos La Fino” uses two spinning wheel guitar pickings mixed with cello and flute and clarinet arrangement (…) I very much like the sound of the group here. Promising!”
(Gerald Van Waes, Psychedelicfolk – Leggi tutto)

“Reverie é, a dispetto del nome, un gruppo italiano da Milano. Nel loro primo demo troverete musica  eccellente con varie influenze (dal classico al jazz-rock) (…) Tutto ciò che vi serve per un grande album (…)”
(Acid Dragon n. 26 – 1/2000 – Francia)

(…) Anche stavolta accanto a Valerio, polistrumentista di grandissimo valore, la vocalist-attrice Fanny Fortunati e, presenza nuova ma determinante, Simone Stucchi (…) in postproduzione. L’artwork della Zabatino è sempre il valore aggiunto che dà un lieve tocco di mistero. (…) Partenza in quarta con l’aggressiva “Great calm”, scattante, incalzante, con nervose (e frippiane…) influenze post rock. Un brano robusto, molto intelligente il lavoro negli arrangiamenti e nelle trascinanti melodie. “Come un’ombra” vede il ritorno dei singolari vocalizzi di Fanny e di certe venature sinfoniche che impreziosiscono come accadeva nel primo demo: un bel brano, con piacevoli inserimenti di chitarra e lievi sapori elettronici. (…) Sentite lo strumentale “Les Anges”, col bel flauto di Fulvia Borini (…): anche qui un ottimo lavoro (le chitarre soprattutto), dove Hackett incontra sfumature funky/acid jazz percettibili con attenzione e dopo ripetuti ascolti (…).
(Donato Zoppo – MovimentiProg webzine)

(…) Finora il risultato è piuttosto interessante (…) Varie influenze prog-rock si uniscono nel secondo brano (La joie de vivre): chitarra classica (Hackett), tastiere fluttuanti (primi Marillion), gustosi flauti (Camel) e percussioni intelligenti, ad esempio (…) Il brano più interessante su questo demo è (…) uno strumentale di 10 minuti dal titolo “Forum Julii”. In questa complessa composizione “uptempo” flauto e chitarra si alternano nell’assumere la parte principale. Si possono scoprire varie influenze jazz-rock (…) Speriamo che Valerio continui con questo progetto (…)
(Background Magazine 03/2000; Olanda)

“se siete alla ricerca delle tipiche emozioni regalate dalla visione di un film, forse l’effetto ricreato da questo piccolo lavoro potrebbe avvicinarsi ad esse, se non, addirittura, superarle. E’ la nostra fantasia, infatti, a soddisfarci, poiché non è semplice chiudere gli occhi, riaprirli e ritrovarsi in un mondo che non sia il nostro.(…) Non posso altro che consigliare l’ascolto di questo piccolo tesoro a tutti i sognatori e romanticoni che saprebbero perdersi in tali melodie.”
(da Metal Sirens – Leggi tutto)

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